Numero 2-3-4, 2015 Anno VI

Copertina

IL PINCIO, GIARDINO DI ROMA
Atti del workshop, 10-11 Dicembre 2014, Villa Medici Palazzo Massimo, Roma
a cura di P. Fortini e S. Trevisan

Sommario

M. BARBERA – Introduzione e ringraziamenti (pp. 1-4)

P. FORTINI – Regio VI (parte) e Regio VII. Aggiornamento della Carta Archeologica di Roma in formato multimediale (pp. 5-16)

E. DA GAI – Il Pincio in età rinascimentale e moderna (pp. 17-32)

R. MONTALBANO – Il sistema viario della Regio VII – via Lata (pp. 33-56)

D. SPIZZICHINO, P. M. GUARINO, M. LUCARINI, S. LE PERA – La collina del Pincio. Contributo allo studio dell’evoluzione geomorfologica ed alla ricostruzione dell’assetto geologico (pp. 57-70)

H. BROISE, V. JOLIVET – Les fouilles de l’École française de Rome sur le Pincio (Trinité-des-Monts, Villa Médicis) (pp. 71-80)

G. FRATINI, F. MORICONI – Lo scavo dietro la Falegnameria e le ricerche a Villa Medici, le indagini nel convento, nel giardino e nella casa d’accoglienza della Trinità dei Monti: una nuova lettura dei resti archeologici (pp. 81-138)

D. REPELLIN – L’atelier de menuiserie: un exemple de collaboration entre archéologues et architectes à la Villa Médicis (pp. 139-146)

V. CARDARELLI, G. CASTELLI, S. FALZONE, G. FRATINI, I. MONTALI, F. MORICONI – Villa Medici, lo scavo degli interri dietro la Falegnameria. Il contesto dei materiali (pp. 147-168)

S. FALZONE – Villa Medici, lo scavo dell’interro dietro la Falegnameria. Uno sguardo alla produzione pittorica urbana di età giulio-claudia: il contributo degli intonaci dipinti (pp. 169-175)

C. CASALE, V. CHIAVELLI, S. DIANI, S. FALZONE, R. LAZZARO, S. ORGANTINI, L. PIACENTINI, A. PIERGENTILI MARGANI, I. PROVENZANI, E. QUATTRUCCI, R. STORTONI – Villa Medici, lo scavo dell’interro dietro la Falegnameria. Rinvenimento di un soffitto dipinto frammentario (pp. 176-180)

G. FRATINI, F. MORICONI – I nuovi scavi sotto la Biblioteca Hertziana (pp. 181-200)

L. SADORI, M. GIARDINI – Il recupero dei vasi da fiori di via Sistina e i dati provenienti dagli studi archeobotanici (pp. 201-210)

M. BARTOLI, F. FELICE, P. SANTOPADRE, M. VERITÀ – Il mosaico parietale del ninfeo sotto il Palazzo Nuovo della Biblioteca Hertziana a Roma: nuove acquisizioni (pp. 211-236)

P. VIRGILI – La Villa di Lucullo a Palazzo Mediobanca (pp. 237-256)

M.T. MARTINES – Domus sul versante Sudoccidentale del Pincio (pp. 257-270)

C. CONTI – Domus sul versante Sudoccidentale del Pincio. Notizie tecniche sul mosaico (pp. 272-272)

S. RIVA – Cisterna e sostruzioni in via Margutta 54 (pp. 273-282)

S. LE PERA, M. MUNZI, E. RONCHETTI, C. DI TOMASSI, F. FAILLI, L. TRAVERSI – Lo scavo nel piazzale Napoleone I al Pincio: nuovi apporti alla topografia dell’angolo Nordoccidentale del colle (pp. 283-308)

E.M. LORETI, E. RONCHETTI – Lo scavo alla Casina Valadier e nell’area circostante (pp. 309-330)

R. EGIDI, C. RUBINO – Indagini archeologiche preventive per la realizzazione del tunnel di collegamento tra piazzale Napoleone I e il parcheggio di Villa Borghese: i sistemi di contenimento (pp. 331-338)

G. SCHINGO – Sistemi di approvvigionamento idrico dell’angolo nordoccidentale del Pincio: il serbatoio in opera reticolata e le cisterne a cunicoli (pp. 339-348)

A. CREMONA – La “Vigna di Nerone”: trasformazioni e interventi nel versante Nordoccidentale del Pincio dal Medioevo all’età napoleonica (pp. 349-384)

Abbreviazioni bibliografiche

Abbreviazioni bibliografiche (pp. 385-395)

Numero 2, 2014, Anno V

Copertina

OMAGGIO A DANTE VAGLIERI (1865-1913)
NEL CENTENARIO DELLA SCOMPARSA

Atti del Convegno, Roma, Fondazione Marco Besso, 21 gennaio 2014
a cura di M. De Vico Fallani e E.J. Shepherd

Sommario

M. BARBANERA – Presentazione (pp. 1-2) 

C. PAVOLINI – Le ragioni di un incontro (pp. 3-8)

R. MORRA – Dante Vaglieri tra Trieste, Vienna e Roma (pp. 9-18)

F. DELFINO – Vaglieri e l’archeologia del suo tempo: qualche nota (pp. 19-26)

A. GUIDI, A. SALVATORI – Vaglieri e lo scavo del Palatino: la polemica con Pigorini (pp. 27-34)

P. OLIVANTI – “Con abnegazione, amore ed intelligenza”. Dante Vaglieri a Ostia (1908-1913) (pp. 35-46)

E. RINALDI – I restauri ostiensi di Vaglieri (pp. 47-54)

M. DE VICO FALLANI – I giardini ostiensi di Dante Vaglieri. Brevi osservazioni a margine (pp. 55-64)

E. ANGELON, P. OLIVANTI, E.J. SHEPHERD, F. ARAMINI, G. LEONE – Con l’occhio dell’archeologo: la fotografia a Ostia negli anni di Vaglieri (pp. 65-76)

Bibliografia

Bibliografia (pp. 77-81)

Abbreviazioni bibliografiche

Abbreviazioni bibliografiche (pp. 82-92)

Numero 3-4, 2014 Anno V

Copertina

I LETTI FUNERARI IN OSSO DELL’ ITALIA CENTRALE
Atti del Seminario di Studi, Roma, Complesso monumentale di San Michele, 3 luglio 2013

Sommario

Premessa (pp. 1-4)

C. LETTA – I letti funerari in osso nell’Italia romana: un bilancio (pp. 5-8)

V. D’ERCOLE – Dalla via Claudia Nova alla Strada Statale 17: un’esperienza di archeologia d’emergenza nella Piana di Navelli a L’Aquila (pp. 9-26)

A. MARTELLONE – Tombe a camera con letti in osso della necropoli di Incerulae a Navelli (AQ) nel quadro della produzione abruzzese (pp. 27-50)

D.T. CESANA – Analisi osteoarcheologica dei resti umani provenienti dalla tomba 4 di Navelli (AQ) (pp. 51-60)

G. DE PALMA, M. PASTORELLI, E. CATALLI, A. SARRA, P. DONATI – Il percorso conservativo dal frammento all’unità. Il letto funebre della tomba 4 della necropoli di Navelli a L’Aquila (pp. 61-72)

A. BOVERO, M. DEMMELBAUER, M. GARGANO, V. MEIRANO – Studio e metodologia per l’intervento di restauro su un letto in osso proveniente dalla tomba n. 5 di Navelli (AQ) (pp. 73-90)

N. FRAPICCINI – Letti funerari in osso dalle Marche (pp. 91-112)

L. COSTAMAGNA – I letti dell’alta valle del Nera (PG):  rinvenimenti recenti e proposte di rilettura dei vecchi scavi (pp. 113-126)

L. CARETTA – Un letto funerario in osso dalla necropoli meridionale di Falerii Novi (Nepi, VT) (pp. 127-138)

G. BELLINI, E. MONTANELLI, S. L. TRIGONA – Il letto funerario di Aquinum (pp. 139-148)

BIBLIOGRAFIA (pp. 149-150)

ABBREVIAZIONI BIBLIOGRAFICHE (pp. 151-161)

Numero 2-3-4, 2013, Anno IV

Copertina

L’ATHENAEUM DI ADRIANO
Storia di un edificio dalla sua fondazione al XVII secolo
Atti del Convegno, Roma, Palazzo Massimo, 22 settembre 2011
a cura di M. Serlorenzi e R. Egidi

Indice

M. BARBANERA – L‘Athenaeum di Adriano. Storia di un edificio dalla fondazione al XVII secolo. Premessa (pp. 1-2)

R. EGIDI – L’Athenaeum di Roma (pp. 3-16)

G. RICCI – La sequenza stratigrafica (pp. 17-44)

S. ORLANDI – Le testimonianze epigrafiche (pp. 45-59)

M. GALLI – L’Athenaeum di Adriano: note su un luogo della seconda sofistica a Roma (pp. 60-71)

M. SERLORENZI – L’area dell’Athenaeum in età medievale e moderna (pp. 72-94)

S. ANTONELLI, A. IACONE, S. PROSPERI, M. TORNESE – L’impianto metallurgico dell’Athenaeum: processi empirici tra “teoria e metodi” ed esperienza archeologica (pp. 95-112)

P. CATALANO, F. DE ANGELIS, L. PESCUCCI – Vivere al centro di Roma tra il VII e l’VIII secolo d.C.: indicazioni antropologiche (pp. 113-138)

F. GALADINI, G. RICCI, E. FALCUCCI, C. PANZIERI – I terremoti del 484-508 e 847 d.C. nelle stratigrafie archeologiche tardoantiche e altomedievali dell’area romana (pp. 139-162)

I. DE LUCA, M. RICCI – Le ceramiche dell’Ospedale dei Fornari (pp. 163-191)

M. SERLORENZI, R. EGIDI – L’Athenaeum di Adriano. Storia di un edificio dalla fondazione al XVII secolo. Note conclusive (pp. 192-198)

Appendice: M. BRUNO – I rivestimenti marmorei dell’Athenaeum (pp. 199-207)

Abbreviazioni bibliografiche

Abbreviazioni bibliografiche (pp. 208-218)

Edizione speciale – Congresso di Archeologia A.I.A.C. 2008

Pagina in costruzione

Papers – Interventi

Keynote Speakers

Keynote Speakers

Poster Sessions – Posters

Poster Session – Posters

 

Programma del congresso

Interaction, Urbanisation and Cultural Changes in the Balkans

This session presents recent studies of communication with Rome, urbanisation processes, economic and cultural changes in the Balkans.

Epidamnos, later Dyrrachium, at present-day Durrës in Albania, was a significant urban centre throughout Antiquity. Its location between the eastern and western Mediterranean caused complex urban and cultural transformations. Further north, on the Dalmatian coast, the city of Narona experienced economic and cultural growth during the reign of Augustus, symbolised by an over-life size statue of the emperor found in an Imperial shrine. Mosaics uncovered in an area stretching from Narona in the South to Pula in the North emphasise the early impact of Roman culture in Dalmatia.

The ways by which cultural interactions were stimulated by economic activity is an issue of major interest, as different culturally related practices were used concurrently following the inclusion in the Roman world. Cultic iconography is an important source to the hybridization of deities in the creolised landscape of Dalmatia.

Cultural influences depended on communication routes, such as the Via Egnatia, which connected the Adriatic with the Bosphoros. New evidence from the Roman and Early Byzantine periods from the area between Thessalonica and Philippi in Greece shows contacts with Southern Greece, Italy, Asia Minor and North Africa, in addition to important local production.

 

  1. Marina Prusac (University of Oslo)

Introduzione

  1. Marina Prusac (University of Oslo)

Hybrid Deities in the South Dalmatia

  1. Arja Karivieri (Stockholm University)

Creating Contacts: Trade and Exchange along the Via Egnatia from the Roman to the Early Byzantine Period

  1. Sara Santoro (Università degli Studi di Parma)

Epidamnos, Dyrrachium, Dyrrachion: trasformazioni urbanistiche e culturali di un porto fra Oriente e Occidente

  1. Kristina Glicksman (University of Oxford)

Cultural Interaction and Economic Ambition in Roman Dalmatia

Tracia e Dacia

  1. Peter A. Dimitrov (New Bulgarian University)

The Case of Thracians and Greeks in the north-eastern Aegean

  1. Mikhail Treister (Free-University Berlin)

Bronze and Silver Greek, Macedonian and Etruscan Vessels in Scythia

  1. Constantin Augustus Barbulescu (University of Pitesti)

Roman Imports in the Space of Sothern Dacia (2ndcentury BC – 1st century AD)

  1. Milena Tonkova (Institut et Musée National d’Archéologie, Sofia, Bulgarie)

Les parures d’harnachement en or de Thrace et l’orfèvrerie de la haute époque hellénistique

Expressions of cultural exchange in Roman Greece

In Winckelmann’s magisterial work, The History of Art in Antiquity, the Roman period is portrayed as little more than a period of imitation and decline — a view that influenced Classical scholarship for almost two centuries. As a consequence, Roman Greece, a period that serves as an important link between the Classical and Byzantine worlds, received little in the way of scholarly attention until the publication of Susan Alcock’s book, Graecia Capta, in 1993, which marked a turning point in the study of Roman Greece. Within the last decade or so, studies pertaining to this period have increased considerably. The papers in this session can hope to offer but a tantalizing sample of the research activity currently being undertaken.

Presentations focus on the organization and evolution of sanctuaries within the Greek cultural landscape, the examination of public and private monuments and their adornment, and objects of cultural and economic exchange. In an effort to enrich our knowledge of the socioeconomic, historical, religious, artistic, architectural and technological achievements in Roman Greece, scholars will offer new insights into the material remains from sites currently under investigation alongside careful re-examination and analyses of previously excavated material. Studies reveal that Roman influences are introduced and adopted and, where necessary, adapted to meet the needs of a new evolving society. Given this cultural exchange, Roman Greece acquires a cosmopolitan character, and becomes part of an ‘international’ cultural koine within the Mediterranean basin.

 

  1. Giovanna Falezza (Università degli Studi di Padova)

L’incontro tra mondo greco e mondo romano attraverso lo studio dei luoghi di culto della Macedonia romana

  1. Marianna Bressan, Paolo Bonini (Università degli Studi di Padova)

Tradizione e romanità nella Grecia imperiale: convivenza o integrazione?

  1. Emmanouela Gounari (University of Thessaloniki)

The Roman Mosaics from Fhilippi: Evidence of the Presence of Romans in the City

  1. Marina Albertocchi (Università Cà Foscari di Venezia)

Considerazioni sul programma decorativo della ‘Casa Romana’ di Coo: modelli dell’abitare tra impero e provincia

  1. Maria Papaioannou (University of New Brunswick, Canada)

East Meets West: The Pottery Evidence from Abdera

Religione come sistema di comunicazione: networks e rituali nei santuari tradizionali greci di età romana

La sezione presenta nuove metodologie di approccio atte ad individuare la specifica qualità dello spazio sacro, quale si viene a ridefinire con l’affermarsi e durante il consolidarsi del dominio romano in Grecia. Nuovi dati ed un nuovo riesame della documentazione disponibile identificano contesti emblematici per la ricostruzione di un quadro complessivo della dimensione religiosa in ambito provinciale orientale. Il fenomeno della continuità e della trasformazione dei maggiori santuari greci rappresenta tuttora una considerevole lacuna negli studi inerenti al complesso processo di acculturazione nei territori assoggettati dell’impero. In una continua tensione dialettica tra cultura delle province e quella della metropoli lo spazio sacro è un efficace catalizzatore per processi di formazione e di trasformazione di identità collettive alla luce di una complessa interazione tra memoria culturale, processi di acculturazione, dinamiche di assimilazione e resistenza. Definiamo le culture religiose dell’impero come sistema aperto e integrato: nella serie di contributi che vengono presentati in questa sede ci si vuole confrontare con un dibattito attuale e stimolante sul carattere estensivo di questo sistema fondato su dinamiche di integrazione e interazione, piuttosto che sostituzione o diffusione. Richiamandoci ad uno studio recente di Andreas Bendlin, le culture religiose dell’impero romano possono essere descritte come “open, yet integrated systems where the individual agents optimize religious configurations throught the addition of new options such as ruler cult and the Graeco-Roman pantheon, or through re-interpration of native deities along Graeco-Roman lines”. Quindi integrazione, interazione, addizione sono i termini con cui confrontarci in una logica cumulativa e pragmatica dove elementi di natura diversa e di origine molto varia possono coabitare. Come può essere rimodellata la sua comunicazione religiosa sotto la spinta di nuove istanze? Come si riconfigura la comunicazione religiosa con l’entrata in scena di nuovi gruppi attori, al confronto con la presenza dei sovrani e poi del culto imperiale? Le testimonianze relative all’agire religioso e la ricostruzione di una nuova morfologia visiva e monumentale dei santuari greci tradizionali sono indicatori di un insieme di pratiche, saperi e norme religiose che coinvolgono all’interno delle ‘società dei vivi’ anche il ‘mondo dei morti’ e quello delle entità soprannaturali. Quali mutamenti produsse il processo di integrazione delle diverse comunità nel sistema statale romano? Come fu possibile consolidare la loro alterata situazione socio-politica in una nuova, simbolica autodefinizione? Ci fu un effetto contrario che spinse al recupero delle antiche tradizioni locali e a consolidare le identità culturali locali? I vari contributi tentano di inquadrare queste prospettive sulla base della vasta documentazione archeologica, epigrafica e letteraria relativa ai maggiori santuari della provincia d’Achaia.

 

  1. Marco Galli (Università di Roma “La Sapienza”)

Religione come sistema di comunicazione: networks e rituali nei santuari greci

  1. Jochen Griesbach (Universität München)

Le statue onorarie nel santuario di Apollo a Delo: mutamenti del concetto di autorappresentazione in età ellenistica

  1. Annalisa Lo Monaco (Independent Researcher)

Fuori dall’Altis. L’attività edilizia ad Olimpia nel II sec. a.C.

  1. Milena Melfi (University of Oxford)

Uestigiis reuolsorum donorum, tum donis diues erat (Livy XLV, 28): The early Roman Presence in the Asklepieia of Greece

  1. Andrea Baudini (Università degli Studi di Milano)

I rituali dell`Orthia a Sparta come veicolo di autorappresentazione di un’ élite civica

  1. Enzo Lippolis (Università di Roma “La Sapienza”)

Eleusi, santuario dell’impero

  1. Marco Galli (Università di Roma “La Sapienza”)

Lo spazio dei misteri: nuove forme di comunicazione nei santuari greci nel II sec. d. C.

Scambi, mobilità individuale ed elaborazione culturale nelle isole dell’Egeo meridionale tra tardo Ellenismo ed Impero

L’analisi si concentra sulle principali poleis dell’Egeo Meridionale (Rodi, Kos, Gortina) che sono interessate da una forte mobilità sociale e presentano caratteri di cosmopolitismo culturale, divenendo una delle tappe più importanti dello scambio culturale, ideologico e tecnologico tra oriente o occidente nel Mediterraneo di età ellenistica ed imperiale. Creta e il Dodecanneso non solo hanno contatti politici e commerciali con l’Asia achemenide prima, poi con i Seleucidi, l’Egitto tolemaico e con i Rhomaioi che frequentano l’Egeo e che lasciano già alla metà del III secolo a.C. le loro testimonianze epigrafiche nell’isola di Rodi, ma sono centro di attrazione anche per altri gruppi connotati da origini etniche e culturali allogene. Il risultato di questo processo è la nascita di una tradizione originale di cui l’aspetto architettonico è il più evidente e carico di significato, costituendo veicolo di espressione e di comunicazione sociale. Si importano o si studiano tradizioni esterne e si elaborano modelli che influenzano a loro volta altre regioni del Mediterraneo, come nel caso delle grandi architetture santuariali di occidente. Il processo è particolarmente evidente anche nella composizione sociale e nelle pratiche di evergetismo, che mostrano in maniera evidente il ruolo delle diverse componenti, interne ed esterne alle comunità locali. Il confronto e l’assimilazione culturale sembrano svolgersi nello spazio privilegiato del sacro, con importanti aperture verso conoscenze religiose esterne, da quelle tipiche del mondo egiziano a quelle della tradizione ebraica e della progressiva affermazione dei gruppi cristiani. Ad un livello a volte meno rilevabile dalla ricerca archeologica, ma particolarmente significativo, si sviluppa un processo di elaborazione attraverso il quale l’individuo si confronta con tradizioni diverse e partecipa dell’elaborazione di forme espressive nuove, di carattere eclettico. La diffusione di questa cultura egea viaggia quindi anche attraverso il sincretismo religioso e l’elaborazione di nuove forme di culto, mostrando un caso precoce e significativo dell’elaborazione di fenomeni che interessano in maniera diversa l’intero Mediterraneo.

 

  1. Luigi M. Caliò (Universitat de Barcelona, Departament de Filologia Llatina)

Introduzione

  1. Luigi M. Caliò (Universitat de Barcelona, Departament de Filologia Llatina)

La Koinè architettonica tolemaica in Egeo meridionale

  1. Monica Livadiotti (Politecnico di Bari, Facoltà di Architettura)

Processi di standardizzazione del cantiere ellenistico: il caso di Kos

  1. Roberta Belli Pasqua (Politecnico di Bari, Facoltà di Architettura)

Architettura funeraria a Rodi età ellenistica: documentazione locale e forme di contatto

  1. Elisabetta Interdonato ( Università di Roma “La Sapienza”)

Romani e italici nell’Asklepieion di Kos

  1. Guilio Vallarino (Università di Roma “La Sapienza”)

Dediche altoimperiali da Kos per i theoi patrooi

  1. Isabella Baldini Lippolis (Università degli studi di Bologna)

Mobilità di persone, proselitismo e affermazione del cristianesimo: il caso di Gortina